Futuri Maestri Evento  -  2017

Locandina

Uno spettacolo del Teatro dell’Argine
di e con 1.000 bambini, bambine e adolescenti
 
tra cui
i 50 special (che poi sono 90)
il Coro di Voci Bianche e il Coro Giovanile del Teatro Comunale di Bologna (dal 3 al 6 giugno)
i bambini e le bambine di Montegallo, L’Aquila e Mirandola
con gli attori e le attrici del Teatro dell’Argine: Clio Abbate, Giacomo Armaroli, Micaela Casalboni, Lea Cirianni, Vittoria De Carlo, Deborah Fortini, Giulia Franzaresi, Paolo Fronticelli, Gigliola Fuiano, Gloria Gulino, Francesco Izzo Vegliante
coordinamento registico: Andrea Paolucci, Nicola Bonazzi, Vincenzo Picone, Mattia De Luca,
Paolo Fronticelli, Giacomo Armaroli
coordinamento drammaturgico: Nicola Bonazzi, Andrea Paolucci, Vincenzo Picone, Mattia De Luca
movimenti d’insieme: Patrizia Proclivi
direzione del Coro: Alhambra Superchi
 
con i maestri del nostro tempo:
3 giugno - Loredana Lipperini (giornalista e scrittrice)
4 giugno - Simonetta Agnello Hornby (avvocatessa e scrittrice) 
5 giugno - Gabriele Del Grande (giornalista, scrittore e documentarista)
6 giugno - Alessandra Morelli (delegata dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - UNHCR) 
7 giugno - Giuseppe La Rosa (soccorritore navale della Guardia Costiera) 
8 giugno - Ignazio De Francisci (Procuratore Generale di Bologna) 
9 giugno - Alessandro Frigiola (cardiochirurgo infantile fondatore dell’associazione Bambini cardiopatici nel mondo) 
10 giugno - Paola Caridi (giornalista ed esperta di Medio Oriente) 
11 giugno - Yusra Mardini (nuotatrice del Team Refugees e Ambasciatrice di Buona Volontà dell'UNHCR)
 
Debutto sabato 3 giugno 2017 ore 20.00
presso Teatro Arena del Sole (Via dell'Indipendenza 44, Bologna)
 
Per ulteriori informazioni sul progetto Futuri Maestri clicca qui.

Lo Spettacolo

Un gioco di cori che si inseguono, di voci che si rincorrono, di coreografie che portano l’azione sui palchi e in platea, di parole nate dal lavoro che i drammaturghi professionisti del Teatro dell’Argine hanno fatto con i giovanissimi partecipanti nel corso di un anno di laboratorio teatrale:
una pratica di teatro condiviso, un ambizioso lavoro di ascolto e di partecipazione attiva.
Al culmine dello spettacolo, entrano nell’azione nove maestri del nostro tempo, uno diverso per ogni sera di rappresentazione: piccoli grandi eroi del nostro quotidiano, uomini e donne comuni che hanno deciso di alzarsi e agire, di dare un contributo forte ed esemplare al nostro presente nei più diversi campi, dalla medicina al giornalismo, dall’accoglienza ai migranti alla legalità. I nove maestri hanno preparato per i giovani presenti una loro lettera, ispirata a uno dei cinque temi chiave del progetto (amore, guerra, lavoro, crisi, migrazione) e contenente cinque parole che i Futuri Maestri possono portare con sé nell’avvenire.

I nove maestri

I nove maestri, durante lo spettacolo, dedicheranno ai giovani presenti una loro lettera, ispirata a uno dei cinque temi chiave del progetto (amore, guerra, lavoro, crisi, migrazione) e contenente cinque parole che i Futuri Maestri possono portare con sé nell’avvenire.
 
sabato 3 giugno 2017 - Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice
domenica 4 giugno 2017 - Simonetta Agnello Hornby, avvocatessa, scrittrice
lunedì 5 giugno - Gabriele Del Grande, giornalista, scrittore e documentarista
martedì 6 giugno 2017 - Alessandra Morelli, Delegata per l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
mercoledì 7 giugno 2017 - Giuseppe La Rosa, soccorritore navale della Guardia Costiera
giovedì 8 giugno 2017 - Ignazio De Francisci, procuratore generale Bologna
venerdì 9 giugno 2017 - Alessandro Frigiola, cardiochirurgo infantile fondatore dell’associazione Bambini cardiopatici nel mondo
sabato 10 giugno 2017 - Paola Caridi, giornalista esperta di Medio Oriente
domenica 11 giugno 2017 - Yusra Mardini, nuotatrice team refugees
 
In collaborazione con Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.
 
CHI SONO I 9 MAESTRI
 
Loredana Lipperini
Giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica, blogger. Si occupa di letteratura e di tematiche legate alle questioni di genere e alla rete. Ha diretto giovanissima l'agenzia di stampa Notizie Radicali ed è stata fra le prime voci di Radio Radicale. Dal 1979 conduce su Radio Rai programmi culturali e, dal 2009, regolarmente Fahrenheit su Radio3. Ha collaborato con numerose testate giornalistiche (da Sipario a L'Espresso) e dal 1990 scrive sulle pagine culturali de La Repubblica. Ha scritto e condotto programmi per la televisione e dal 2004 ha un blog, Lipperatura, dove si occupa di tematiche editoriali, culturali e legate al mondo delle donne. È nella giuria di diversi premi letterari (Premio Scerbanenco, Premio Arte di parole, Premio Pozzale Luigi Russo). Dal 2014 è direttrice artistica del Festival letterario "Gita al faro" a Ventotene. Fra i suoi libri, la trilogia sulle donne uscita presso Feltrinelli (Ancora dalla parte delle bambine, Non è un paese per vecchie, Di mamma ce n'è più d'una), il pamphlet sul femminicidio scritto con Michela Murgia (L'ho uccisa perché l'amavo, Laterza), il saggio sui social network scritto con Giovanni Arduino (Morti di fama, Corbaccio), il diario di viaggio marchigiano Questo trenino a molla che si chiama il cuore (Laterza). Con l'eteronimo di Lara Manni ha inoltre pubblicato tre romanzi gotici (Esbat, Feltrinelli, Sopdet, Tanit, Fazi) e diversi racconti. Ha inoltre firmato la prefazione a On writing di Stephen King e, sempre di King, ha curato la raccolta di racconti Il bazar dei brutti sogni, uscito a marzo 2016. Nei suoi numerosi interventi pubblici interviene sulla questione femminile, sul mondo editoriale e letterario, con particolare attenzione alla rete, e sulla letteratura fantastica, a proposito della quale tiene un ciclo di lezioni alla Scuola Holden.
 
Simonetta Agnello Hornby
Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo e vive dal 1972 a Londra. Laureata in giurisprudenza, nel 1979 ha fondato lo studio legale Hornby&Levy, specializzato in diritto di famiglia e minori, nel quartiere multiculturale londinese di Brixton. Ha insegnato diritto dei minori nella facoltà di Scienze Sociali dell’Università di Leicester ed è stata per otto anni presidente part time dello Special Educational Needs and Disability Tribunal. La Mennulara, il suo primo romanzo, pubblicato da Feltrinelli nel 2002 e tradotto in tutto il mondo, ha vinto numerosi premi. Sono usciti, in seguito, La zia marchesa (Feltrinelli, 2004), Boccamurata (Feltrinelli, 2007), Vento scomposto (Feltrinelli, 2009), La monaca (Feltrinelli, 2010), La cucina del buongusto (con Maria Rosari Lazzati, Feltrinelli, 2012), Il veleno dell’oleandro (Feltrinelli, 2013), Il male che si deve raccontare (con Marina Calloni, Feltrinelli, 2013), Via XX settembre (Feltrinelli, 2013), Caffè amaro (Feltrinelli, 2016). Ha inoltre pubblicato: Camera oscura (Skira, 2010), Un filo d’olio (Sellerio, 2011), La pecora di Pasqua (con Chiara Agnello, Slow Food, 2012), La mia Londra e Il pranzo di Mosè (Giunti, 2014). Con i suoi libri, tradotti in molte lingue, ha venduto in Italia più di un milione di copie. Nel 2014 ha presentato Il pranzo di Mosé su Real Time. Nel 2015 è apparsa con il figlio George nel documentario reality show Io & George su Rai3, che racconta un viaggio da Londra alla Sicilia, come pretesto per raccontare gli ostacoli incontrati dai disabili. Nel novembre del 2016 ha ricevuto l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia, conferitale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
 
Gabriele Del Grande
Toscano, viaggiatore, scrittore e giornalista indipendente, Gabriele Del Grande è nato a Lucca nel 1982 e si è laureato a Bologna in Studi Orientali. Nel 2006 ha fondato l’osservatorio sulle vittime della frontiera Fortress Europe. Ha collaborato con Time, Al Monitor, Vocativ, Taz, Rai, Rsi, Radio 3, Jungle World, Roads & Kingdoms, L’Unità, Redattore Sociale, Narcomafie, Peace Reporter, E-ilmensile, e altri. Per Infinito edizioni ha pubblicato i libri Mamadou va a morire (2007, vincitore del premio Santa Marinella, tradotto in spagnolo e tedesco); Il mare di mezzo (2010, vincitore dei premi Colomba d'oro, Pro Asyl Hand, Uisp Mandela e Ivan Bonfanti, tradotto in tedesco e in spagnolo) e Roma senza fissa dimora (2009). Ha inoltre collaborato alla redazione del libro+DVD Come un uomo sulla terra (2009) e al quarto taccuino del premio Ilaria Alpi Africa e Media (EGA). Nel 2013 ha realizzato per il settimanale Internazionale un reportage sulla guerra in Siria. Nel 2014 ha realizzato con Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry il documentario Io sto con la sposa, che è stato presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia e poi trasmesso da Sky Arte. Attualente Gabriele Del Grande sta lavorando al suo nuovo libro, Un partigiano mi disse, sulla guerra in Siria e la nascita dell’ISIS, motivo per cui aveva deciso di recarsi il 7 aprile in Turchia, dove è stato arrestato e poi rilasciato.
 
Alessandra Morelli
Romana, è Delegata per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) dal 1992. Si è formata professionalmente nella gestione delle emergenze e delle zone di conflitto ad alto rischio, lavorando per l'UNHCR, dialogando con diversi governi, la NATO, ONG internazionali e locali, e Organizzazioni Intergovernative. Dal 1992 ad oggi è impegnata direttamente sul campo in negoziazioni e operazioni umanitarie di risposta e di coordinamento, protezione e assistenza di rifugiati, sfollati interni e rimpatriati nelle aree più calde e fragili del mondo. Ha lavorato in ex-Jugoslavia, Ruanda, Albania, Kosovo, Guatemala, Sri Lanka, Sahara Occidentale, Afghanistan, Indonesia, Georgia, Yemen, Birmania, Somalia, e ultimamente ha consolidato il primo intervento dell'emergenza profughi in Grecia, che ha visto transitare sul proprio territorio più di un milione di persone in fuga da guerre e violenze. Alessandra si definisce una donna di dialogo e mediazione. Fin da piccola è cresciuta tra i colori e le culture del mondo, grazie ai continui trasferimenti della sua famiglia per cause legate al lavoro. Attualmente è impegnata in Italia a diffondere, attraverso conferenze e incontri pubblici, il messaggio dell’UNHCR che ha al suo centro la protezione e l’accoglienza delle persone costrette a fuggire da guerre dimenticate, nel tentativo di facilitare la comprensione e combattere i pregiudizi verso i rifugiati. Rifugiati e accoglienza sono un tema complesso che chiama in causa questioni quali il diritto d’asilo, la libertà di movimento e i diritti umani.
 
Giuseppe La Rosa
Nato a Ragusa nel 1988, si trasferisce in Inghilterra dopo il diploma, dove lavora come bagnino e come aiuto barman. Dopo circa un anno, entra in Guardia Costiera nel febbraio 2009, iniziando la sua carriera nel Corpo delle Capitanerie di Porto. Oggi Giuseppe La Rosa presta servizio sulla nave Dattilo CP940, e fa parte di una squadra speciale, quella dei "rescue swimmer", soccorritori navali addestrati a raggiungere a nuoto e trarre in salvo persone in difficoltà, anche in condizioni meteomarine particolarmente avverse. Il 2 febbraio 2017, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha insignito Giuseppe La Rosa della Onorificenza al Merito della Repubblica, per il lavoro svolto e per l'impegno profuso quotidianamente nel salvare vite umane.
 
Ignazio De Francisci
Nato a Palermo il 25 agosto 1952, è diventato magistrato nel 1977 e nel 1999 è stato nominato Procuratore Capo di Agrigento dal Consiglio Superiore della Magistratura. De Francisci, allora quarantasettenne, poteva già vantare un'esperienza approfondita, grazie alla lunga carriera trascorsa a Palermo e alla partecipazione al pool antimafia guidato da Giovanni Falcone (“Un'esperienza che ha segnato profondamente la mia vita umana e professionale” ha dichiarato ai giornalisti), in cui lo volle direttamente Paolo Borsellino, e nel quale si occupò delle indagini patrimoniali e bancarie a carico dei boss e di personaggi collusi con la mafia. Nel 1999, ad Agrigento, ha dato impulso all’esecuzione di più di cento ordinanze di demolizione per costruzioni abusive e ha dedicato una particolare attenzione al tema della sensibilizzazione dei giovani alla cultura e alla legalità. Si impegna, inoltre, al fianco di giovani colleghi in numerosi casi, dalla criminalità organizzata a quella semplice, da reati della Pubblica amministrazione a quelli legati all'immigrazione clandestina. Numerose le inchieste anche sulla morte di migranti nei cosiddetti “viaggi della speranza”, e sugli scafisti che, troppo spesso, rimangono impuniti. Trasferito a Palermo nel 2008 come Procuratore della Repubblica Aggiunto e nel 2012 alla Procura Generale di Palermo come Avvocato Generale è stato poi designato all’unanimità il 26 gennaio 2016, dalla commissione incarichi direttivi del Csm, Procuratore Generale di Bologna.
 
Alessandro Frigiola
Nato a Bressanone nel 1942, è Direttore del reparto di Cardiochirurgia delle Patologie Congenite nell’Adulto e nel Bambino dell’IRCCS Policlinico San Donato e Direttore del Dipartimento di Cooperazione Internazionale per lo sviluppo della cardiochirurgia in 18 paesi del mondo. Da oltre 25 anni porta avanti un programma di costruzione di centri e di formazione del personale medico e paramedico.È fondatore e presidente dell’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, la ONLUS nata nel 1993 per portare aiuti umanitari e speranza di vita ai bambini malati di cuore che vivono nelle aeree più depresse del mondo. Ha eseguito i primi interventi in Italia di sostituzione della valvola mitrale con la valvola biologica Melody. Fornisce consulenza in molti centri stranieri per le patologie più complesse ed è uno dei massimi esperti italiani nel trattamento delle patologie coronariche con origine anomala responsabile della morte improvvisa nell’atleta. Ha conseguito numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Fra i più importanti il Premio Paul Harris nel 2003, l’Ambrogino d’Oro del Comune di Milano nel 2008, Grande Ufficiale per le attività umanitarie attribuita dal Presidente Napolitano e Membro AATS (American Association Thoracic Surgery) nel 2012. Nel novembre 2016 è stato nominato Commendatore della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “per la sua preziosa opera di soccorso medico-chirurgico e di formazione del personale in numerosi Paesi del mondo”.
 
Paola Caridi
Giornalista e storica, ha vissuto in Medio Oriente per oltre un decennio, prima al Cairo e poi a Gerusalemme. Per Feltrinelli ha pubblicato Arabi invisibili (2007), Hamas (2009) e Gerusalemme senza Dio (2013). I suoi libri sono stati tradotto in arabo e in inglese. Dalla sua esperienza a Gerusalemme ha anche tratto lo spettacolo teatrale Café Jerusalem, prodotto nel 2015 dal Teatro Stabile di Genova e da SuqGenova, con i Radiodervish. Collabora con centri studi di politica internazionale. Interviene con commenti e analisi sul suo blog, invisiblearabs. Cura, assieme a Lucia Sorbera, la sezione Anime Arabe al Salone Internazionale del Libro di Torino. È stata la responsabile della sezione Altre Letterature del Festival Letterature Migranti di Palermo (ed. 2016) ed è attualmente Docente a contratto di Storia delle Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Palermo.
 
Yusra Mardini
Rifugiata siriana di diciotto anni, Yusra Mardini è stata selezionata per competere come membro della prima squadra olimpica di atleti rifugiati, per le Olimpiadi di Rio 2016. Yusra è fuggita da Damasco insieme a sua sorella, viaggiando attraverso Libano e Turchia prima di provare a raggiungere la Grecia in barca. Quando il motore della barca è andato in avaria, Yusra, sua sorella e altri due rifugiati si sono tuffati in mare nuotando per tre ore in mare aperto, evitando che la loro barca si capovolgesse. Hanno raggiunto a nuoto l’isola greca di Lesbo, salvando la vita di venti persone. Ora vive a Berlino ma gran parte della sua famiglia si trova tuttora a Damasco. Grazie alla sua esperienza, Yusra è determinata ad aiutare a focalizzare l’attenzione del mondo sulla questione dei rifugiati. In seguito alla sua esperienza a Rio 2016, Yusra ha incontrato i leader mondiali, il Papa e ha ottenuto diversi premi. È stata la più giovane partecipante del World Economic Forum 2017, tenutosi a Davos in Svizzera, ed è stata recentemente nominata ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNHCR.

I futuri maestri

Con i 1.000 e più di 1.000 Futuri Maestri, tra cui
i 50 special (che poi sono 90)
il Coro di Voci Bianche e il Coro Giovanile 2016-17 del Teatro Comunale di Bologna
i bambini e le bambine di Montegallo, L’Aquila e Mirandola
 
Le classi e le scuole coinvolte
Bologna: 5^B Primaria De Amicis, 2^A Primaria P.O. Marella, 2^A e 3^A Primaria Silvani, 1^D, 1^E, 1^F, 3^A, 3^D, 3^E Secondaria di 1° grado Guinizelli-Carracci, 1^G e 2^G Secondaria di 1° grado Il Guercino, 4^I e interclasse Liceo Copernico, 3^Q, 3^T, 4^D, 5^H e due interclasse Liceo Righi, interclasse Ist. Aldrovandi-Rubbiani, interclasse Ist. F. Besta, interclasse Ist. Belluzzi-Fioravanti, 4^H e 4^E (Alternanza scuola lavoro) e interclasse Liceo Laura Bassi, interclasse Liceo Arcangeli
Budrio: 1^E e interclasse Ist. G. Bruno
Casalecchio di Reno: F gialla, G azzurra, H verde Scuola dell’Infanzia Lido, 4^B e interclasse Liceo L. Da Vinci
Castel S. Pietro Terme: interclasse Ist. Scappi
Granarolo: 2^D, 2^E, 3^D Secondaria di 1° Matteucci, gruppo TaG
Imola: 3^C e interclasse Liceo D’Annunzio
Ozzano dell’Emilia: 1^D, 2^C, 3^C, 3^D Secondaria di 1° Panzacchi
Porretta Terme: 3 interclasse Ist. Montessori-Da Vinci
San Lazzaro di Savena: 1^ blu, 2^ verde, 3^gialla, 4^rosa Scuola dell’Infanzia Fantini, 2^A, 5^A, 5^B Primaria Don Milani, 2^A Primaria Don Trombelli, 1^C, 3^C, 3^D Primaria

Le foto

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Le recensioni

HYSTRIO anno XXX 3/2017
Giuseppe Liotta
Se è vero, come è vero, che i bambini ci guardano, una volta tanto un tale ampio, approfondito e felicemente riuscito incrocio di sguardi fra piccoli e grandi, fra «la bellezza della giovinezza e quella delle arti» non può che essere salutato col legittimo entusiasmo nei confronti di una manifestazione teatrale che aveva le peculiarità inconfondibili di una festa molto speciale.
 
CORRIERE DI BOLOGNA
Massimo Marino
Futuri Maestri del Teatro dell'Argine è stata un'indagine sulla gioventù, su come essa vive il mondo di oggi, su ciò che la blocca, sui suoi sogni e sulle sue potenzialità.
 
LEFT Sinistra senza inganni
Massimo Marino
Siamo davanti a un bell'esempio di teatro partecipato che ha generato una favola nella quale i ragazzi, con l'aiuto di alcuni attori della compagnia, hanno portato gli spettatori in un viaggio alla ricerca di una possibile, umana società del futuro.
 
TEATRI DELLA DIVERSITÀ
Valeria Ottolenghi

Grandi, grandissimi sempre gli artisti del Teatro dell’Argine di Bologna, nelle produzioni, nella scelta delle ospitalità, nelle attività laboratoriali, per il clima di partecipazione che sanno creare intorno, di stima e di ascolto, favorendo quell’autonomia creativa che viene quindi valorizzata in infiniti modi.Ogni volta emozioni di stupefacente teatro. […] Uno spettacolo anche metateatrale, tra riflessioni, scherzi, giochi interni mentre intanto instaura un dialogo diretto, franco, incisivo con gli adulti. […] Si ride spesso seguendo questo spettacolo che incanta per l’energia che trasmette, tante le battute, certo catturate dai dialoghi dei ragazzi, che però svelano anche disagi, incomprensioni, anche per le “arterie fangose” degli adulti che, a un certo punto della vita, smettono di ridere, l’aspetto accigliato, tante le preoccupazioni. […] Un viaggio teatrale per capire, conoscere, caricarsi d’entusiasmo. “Lasciateci godere/ la forza della possibilità/ il poter essere è sempre meglio di ciò che si è”. Condannati a un’eterna inquietudine? Sempre meglio di tante assolute certezze! Sì: tra quei ragazzi ci potranno essere sicuramente eccellenti “Futuri Maestri”.
 
DOPPIOZERO
Francesco Brusa, Lorenzo Donati
Anche in Futuri Maestri, come detto, opera una struttura letteraria con molteplici debiti e ispirazioni […] Ma questi riferimenti funzionano di più come spunti di una scrittura scenica molteplice e polifonica, un intarsio drammaturgico non esclusivamente letterario dove gli stessi giovani si sono “dati le parole” attraverso laboratori di drammaturgia e scrittura, in un processo di disvelamento delle proprie individualità. Paiono emozioni vere, uno spaesamento generazionale che finalmente viene portato alla luce, verbalizzato, così che noi adulti possiamo ascoltarlo dalla fonte, quasi senza mediazioni. Già qui emerge una specificità di Futuri Maestri rispetto ad altre esperienze che avvicinano giovinezza e teatro. Futuri Maestri declina a tutti gli effetti una rinnovata tensione pedagogica del teatro, per la quale si fa teatro puntando per prima cosa a un mutamento nel comportamento sociale degli individui che partecipano e che assistono. Riportando eventuali risultati al teatro, spingendo chi guarda a porsi una domanda sul proprio perimetro.
 
PAPERSTREET.IT
Giulio Sonno
Le scritture di questi piccoli grandi protagonisti si mescolano attraverso l’esperienza e la sensibilità del Teatro dell’Agine andando a comporre una ricchissima drammaturgia in cui ritorna la lezione degli autori del passato […]. Futuri Maestri ci mostra un serio percorso di costruzione di futuro. Un’eredità vivente. A partire da qui, da oggi, portandovi a convergere chi ha dimenticato la propria primavera e chi non saprebbe come sopravvivere all’inverno. La potenza sprigionata da questa smisurata folla di ragazzi è a dir poco toccante; e traccia con grazia, abnegazione e lucidità quel ponte generazionale che tanti troppi progetti teatrali tentano solo maldestramente, confondendo troppo spesso autolegittimazione con pregnanza. Con Futuri Maestri il teatro – come pronunciato nel quinto e ultimo capitolo dello spettacolo – torna a farsi sentire «luogo del contagio».
 
FATTIDITEATRO
Simone Pacini
Un progetto o per meglio dire un processo che mi ha colpito profondamente perché ha saputo trasmettermi pienamente quello che anche io penso: per vedere un futuro migliore bisogna avere una fiducia folle nelle nuove generazioni, e ascoltarle profondamente.
 
GAGARIN ORBITE CULTURALI
Michele Pascarella
Futuri Maestri guarda altrove: si inscrive in una tradizione, la cui origine può essere individuata nel decennio d’oro delle Avanguardie storiche, nel quale le opere sono da intendersi prioritariamente come occasioni di attivazione di pensiero altro e di azione (sia per chi le fa che per chi le incontra), non certo (o almeno non solamente) come cose da guardare e non toccare.
 
SCENE CONTEMPORANEE
Pietro Perelli
Futuri Maestri porta il teatro alla città e la città a teatro. Non si è trattato di un semplice progetto educativo per ragazzi, ma di un progetto educativo per cittadini. I cittadini di oggi, e quelli del domani. Il teatro torna a esercitare la sua più antica funzione: luogo di incontro e di ascolto capace di attirare a sé sia chi vi fa ingresso abitualmente sia chi non vi ha mai messo piede. E allora il successo più grande non risiede nell’applauso finale, ma nell’essere riusciti a ribaltare la percezione di questo evento straordinario. Un evento dall'enorme valore artistico, oltre che educativo.
 
BOLOGNATEATRO.IT
Carlo Magistretti
Futuri Maestri non è solo l’esito di un percorso durato un anno su una riflessione periodicamente necessaria sul chi siamo e cosa stiamo lasciando alle prossime generazioni. È soprattutto il risultato di un percorso durato quasi vent’anni. C’è tutta l’essenza del Teatro dell’Argine in questo lavoro corale e coordinato, ci sono le idee innovative, la povertà di mezzi (che non sempre è un limite), la voglia di fare teatro e qualcosa di intelligente e profondo da dire.
 
MICHELE SIMONE - BLOG
Michele Simone
Uno spettacolo coinvolgente, potente: il pubblico non può esserne estraneo, esente. Uno spettacolo che tocca l’anima, che arriva al cuore. Uno spettacolo che ti cambia: dopo averlo visto non sei più la stessa persona. Perché d’altronde il teatro è il luogo del contagio e ora siamo in molti ad essere appestati. Futuri Maestri è stato uno spettacolo che, come raccontano molti dei ragazzi coinvolti, ha insegnato l’importanza di stare assieme agli altri, di essere liberi eppure uniti, legati dall’amore, ha insegnato a volare in alto con le parole, tanto in alto da poter toccare la luna, ha insegnato ad accettarci per come siamo e ad accettare gli altri per come sono. Futuri Maestri è stato un insieme di abbracci, emozioni, sorrisi e lacrime.
 
ANDERSEN
Laura Santini

Si può mettere la parola fine a un progetto durato 2 anni che ha coinvolto oltre 1000 giovani dai 3 ai 18 anni, culminato in una imponente produzione all’Arena del Sole di Bologna? Non credo. […] In sostanza, Futuri maestri è «un progetto di cittadinanza attiva», come l’ha definito Andrea Paolucci di TdA, una grande utopia, trasformata passo passo in realtà a cui hanno detto sì bambine, bambini e adolescenti con le loro famiglie, i loro insegnanti, dentro e fuori le scuole. […] Uno degli straordinari esiti di quest’impresa mastodontica si è concretizzato in un peer-learning trasversale in cui i più piccoli hanno insegnato qualcosa ai più grandi e viceversa. […] La struttura (dello spettacolo, NdR) è quella della favola, fa venire in mente sia Il pifferaio magicodi Hamelin che Il meraviglioso mago di Oz. […] Qual è stata la sorpresa più grande durante la riflessione sulle 5 parole chiave? «C’è stata un’univoca risposta durante i laboratori: nessuno li ascolta. Né i ragazzi né i bambini dai 3 ai 18 anni».
 
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Le date

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Il progetto

                         

un progetto del Teatro dell’Argine

partner Emilia Romagna Teatro Fondazione in occasione del quarantennale della sua attività, Teatro Arena del Sole, Teatro Comunale di Bologna, Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Mediateca di San Lazzaro di Savena
collaborazioni Altre Velocità, Biografilm Festival, CDH - Centro Documentazione Handicap, Cooperativa Accaparlante, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, ITC Teatro di San Lazzaro, librerie.coop, Mediamorphosis, Teatro Comunale Laura Betti, ATER circuito regionale dell’Emilia Romagna, Teatro delle Temperie, La Baracca - Teatro Testoni Ragazzi
enti Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana di Bologna, Comune di Bologna,
Comune di San Lazzaro di Savena,
Università di Bologna – Dip.to di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” – Scuola di Psicologie e Scienze della Formazione
con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna,
Gruppo Unipol, Coop Alleanza 3.0, Alce Nero
coordinamento comunicazione Profili
e con il patrocinio di Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna

al progetto è stata conferita la medaglia del Presidente della Repubblica
 
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

Antonio Gramsci
 
Da anni ci stiamo interrogando su come fare arte con la città.
Su come creare dei percorsi di bellezza partecipata.
Su come far convivere (e confondere, mischiare, meticciare) teatro, cittadinanza, poesia, spettatori, chi spettatore non è o non è ancora, in un unico grande, organico, processo creativo.
Su come produrre uno spettacolo scritto con l’aiuto di tutti e che potenzialmente possa essere interpretato da tutti.
Su come il teatro, un teatro, possa diventare il luogo dell’incontro, dell’ascolto, della conoscenza reciproca non solo tra spettatori e artisti ma più universalmente tra persone, tra membri della stessa comunità, tra cittadini e cittadine.
È così che è nato Le Parole e la Città (Vincitore premio Nico Garrone 2015 e Finalista Premio Ubu 2015).
Con lo stesso impegno, lo stesso sguardo, abbiamo lavorato a Futuri Maestri.

Fin dalla nostra nascita, nel 1994, l’infanzia e l’adolescenza, bambini e bambine, ragazzi e ragazze sono sempre stati al centro, accanto, intorno, dentro il nostro lavoro.
Futuri Maestri ha dato compiutezza artistica a questo cammino, che è un cammino – come molti dei nostri – al confine fra arte, cultura, educazione, sociale, un cammino umano e dentro l’umano e, forse proprio per questo, fortemente teatrale.

Come artisti, ci intrigava da un lato indagare come bambini e ragazzi vedono il mondo in cui viviamo attraverso cinque parole chiave (amore, guerra, lavoro, crisi, migrazione), e la loro forza, energia, capacità di leggere, sovvertire, sconquassare questo tempo; dall’altro, volevamo spianare loro la strada di accesso alle principali istituzioni culturali cittadine (dal MAMbo al Teatro Comunale, dall’Arena del Sole alla Mediateca di San Lazzaro e molte altre), in una tensione verso l’abbattimento di muri – se si vuole, audience engagement; se si preferisce, arte partecipata.
Il percorso progettuale risponde a questa seconda esigenza, la drammaturgia dello spettacolo risponde alla prima.

Futuri Maestri è: cinque eventi speciali con ospiti come Michela Murgia, Daniel Pennac, Nicola Sani, Roberto Saviano, Silvia Spadoni; una mostra alla quale collaborano 15 artisti di varie forme d’arte (tra cui Massimo Sciacca, Anarkikka, Alessandra Racca, Paolo Martino, Takoua Ben Mohamed…) che hanno accettato di donare o prestare al progetto una loro opera ispirata a una delle cinque parole chiave; uno spettacolo scritto e interpretato da 1.000 bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni, guidati da 15 artisti del Teatro dell’Argine e con l’intervento di 9 maestri del nostro tempo.
Il tutto, preparato e propiziato da decine e decine di laboratori di teatro, musica, canto, arti visive, scrittura, giornalismo e critica che quasi 40 fra artisti e operatori hanno tenuto con oltre 70 gruppi e classi di scuole dell’area metropolitana bolognese. Per un totale di oltre 1500 bambini coinvolti.

Per ulteriori informazioni sul progetto Futuri Maestri clicca qui.

 

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202