Italiani Cìncali! Teatro  -  2003

Locandina

Uno spettacolo del Teatro dell'Argine
 
di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta
voci amichevolmente registrate da Peppe Barra, Ferdinando Bruni,  Ascanio Celestini, Laura Curino,  Elio De Capitani 
interpretato e diretto da Mario Perrotta
 
Dedicato a Lucio Parrotto
 
Debutto martedì 23 settembre 2003
presso Teatro dell'Orologio, Roma

 

Lo spettacolo

Italiani cìncali! è un progetto teatrale sull'emigrazione italiana del secondo dopoguerra nato nell'inverno 2002 e che darà vita a due spettacoli distinti. La prima fase è terminata nel settembre 2003, con la messa in scena del primo dei due spettacoli, incentrato sul primo caso di emigrazione assistita dallo Stato del dopoguerra, ossia, i minatori italiani in Belgio. Nel 2005 è stata presentata la seconda parte che si è occupata di Francia, Svizzera e Germania.
Obiettivo principale del progetto e del lavoro di ricerca, è stato l'emigrazione verso i paesi del nord-Europa, fenomeno che gode di una certa peculiarità rispetto all'emigrazione transoceanica e a quella interna: i suoi protagonisti sono stati considerati sempre emigranti di scarto. Infatti, chi partiva per le Americhe o per il nord-Italia, aveva spesso un obiettivo preciso: restare. Questa scelta era agevolata dalle leggi di quei paesi o, per il nord-Italia, dal fatto di restare in territorio nazionale. Al contrario, chi veniva "arruolato" in Belgio, in Svizzera, in Francia, in Germania si trovava nella condizione di eterno stagionale, un po' per le leggi locali e un po' per il disagio nei rapporti con gli autoctoni, che consideravano quegli uomini diversi e utili solo come braccia da lavoro. Utilissimo è stato, in questa fase, l'apporto del Centro Studi Osservatorio sulle Diaspore dell'Università di Lecce, che ha fornito materiale prezioso per la ricerca. Ma la vera spina dorsale del lavoro sono state le centinaia di ore di interviste a chi in miniera c'è stato. Centinaia di emigranti tornati a casa nell'indifferenza generale, con pochi soldi in tasca e con la silicosi nei polmoni. Centinaia di storie di orgoglio e dolore, di speranza e di rancore. Centinaia di storie tutte diverse e tutte uguali.
 
Italiani cìncali! parte prima: minatori in Belgio ha debuttato in prima nazionale il 23 settembre 2003 a Roma. Il 29 novembre 2003 lo spettacolo ha ricevuto la targa commemorativa della Camera dei Deputati con la seguente motivazione:
"All'attore e regista Mario Perrotta e al drammaturgo Nicola Bonazzi, per l'alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione che ricostruisce con assoluta fedeltà una parte della nostra storia che non possiamo dimenticare" 

«Cìncali cioè: zingari! Così credevano di essere chiamati gli italiani emigrati in Svizzera; pare, invece, che fosse una storpiatura di cinq , "cinque" nel linguaggio degli emigranti padani che giocavano a morra  - …sì, ma voleva dire anche zingaro! -
Quasi un anno di testimonianze, un anno di memorie rispolverate a fatica. Ho preso la macchina e ho girato senza un luogo preciso dove andare, eppure il Sud è tutto uguale, non hai bisogno di sapere dove qualcuno ha preso le valigie ed è partito: basta entrare in un bar, un bar della provincia e chiedere. La risposta è sempre la stessa: - qui tutti siamo emigrati… - me lo racconta? -
Si fanno pregare, un attimo soltanto, poi partono con la loro storia, infinita, che reclama ascolto. Anche il Sud è infinito. Me lo insegna la mia macchina che mi porta di paese in paese, sempre per caso, e s'inerpica tra i paesi montani del nord-est produttivo ed è ancora Sud. Sì!  Per i Belgi, gli Svizzeri, i Tedeschi che chiedevano braccia dopo la seconda guerra mondiale, Sud era la Puglia, la Sicilia, la Calabria e Sud era il Veneto, il Friuli: - siamo emigrati tutti qui …-
Quattro parole, sempre le stesse.
Negli archivi pubblici e privati trovo lettere, diari salvati per miracolo ma loro non hanno più nulla, - ho bruciato tutto …- mi confessa qualcuno - meglio dimenticare ... - meglio dimenticare.

Non la penso esattamente così ma accetto la loro posizione di esuli perenni, di zingari della memoria, senza una terra da chiamare "casa". Alcuni mi indicano qualcun'altro come se fosse la loro "casa" -… chiedi a lui, a lui! Lui conosce tutte le nostre storie …-. 
- Per trent'anni ho letto e scritto tutte le lettere di questo paese. Qui erano tutti analfabeti! - Un postino. Il postino. Due, tre, quattro postini e anche loro sono tutti uguali, come il Sud. Sapevano tutti leggere e scrivere. Li ascolto e scopro in loro la coscienza involontaria di un'intera comunità. 
 
Il postino ha molto da dire, ricorda tutto perché la sua era una missione, lui era il ponte con il mondo, lui ha viaggiato più di tutti senza aver mai lasciato il paese: il postino sì che ha memoria!  E la memoria è importante,
perché - … ne abbiamo sempre meno … - 
perché - … qualcuno l'avrà pure permesso quel boom economico … -
perché - … l'Italia girava in Cinquecento e noi dormivano in otto in una stanza … -
perché - … siamo stati venduti dallo Stato per un sacco di carbone … - 
perché - … mi vergogno di raccontare a mio figlio quello che siamo stati e come ci hanno trattati … -
La memoria è importante perché nel 1990, quando nel Salento è sbarcata la prima carretta del mare carica di albanesi, c'erano ancora 1.000 bambini italiani clandestini in Svizzera. Negli anni '70 erano 30.000…
Nasce così questo progetto in due parti sull'epopea di milioni di italiani nel secondo dopoguerra, mentre l'Italia si preparava a un clamoroso boom economico, tacendo per vergogna di quei figli esuli per povertà di mezzi economici e intellettuali».
Mario Perrotta
 

Il progetto Cìncali

Un progetto nato nell’inverno 2002 sull’emigrazione italiana del secondo dopoguerra, che ha dato vita a due spettacoli distinti:
Italiani cìncali – parte prima: minatori in Belgio che ha debuttato il 22 settembre 2003 al Teatro dell’Orologio di Roma;
La turnàta- Italiani cìncali parte seconda andato in scena il 16 settembre del 2005 a Roma, al Festival Bella Ciao.
Obiettivo principale del progetto e del lavoro di ricerca, è stato l’emigrazione verso i paesi del nord-Europa, fenomeno che gode di una peculiarità rispetto all’emigrazione transoceanica e a quella interna: i suoi protagonisti sono stati sempre considerati emigranti di scarto. Infatti chi partiva per le Americhe o per il nord-Italia aveva spesso un obiettivo preciso: restare. Questa scelta era agevolata dalle leggi e dalla lontananza di quei paesi o, per il nord-Italia, dal fatto di restare in territorio nazionale. Al contrario, chi veniva “arruolato” in Belgio o in Svizzera, si trovava nella condizione di eterno stagionale, un po’ per le leggi locali e un po’ per il disagio nei rapporti con gli autoctoni, che consideravano quegli uomini diversi e utili soltanto come braccia da lavoro a tempo determinato.
L'ossatura del progetto è costituita da 150 ore di registrazioni audio e video raccolte in Italia e all'estero, ma anche da lettere e diari che gli intervistati ci hanno fornito.

Il Progetto Cìncali, ideato da Mario Perrotta, si sviluppa all'interno della Compagnia del Teatro dell'Argine, seguendo una delle linee portanti del nostro lavoro: la produzione di drammaturgie originali. I due spettacoli che ne scaturiscono sono frutto della collaborazione con Nicola Bonazzi. È in questa fase, infatti, che tutto il materiale reperito durante la ricerca viene rielaborato in forma drammaturgica per giungere a quella sintesi necessaria a rappresentare in scena un fenomeno così vasto come l'emigrazione.

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Il video

Le recensioni

LA REPUBBLICA
Franco Quadri
Cantastorie ma non soltanto, perché non sdegna di lavorare con altri né di collaborare con un drammaturgo, Mario Perrotta è arrivato finalmente a Milano con la fresca aureola di un fenomeno dotato anche di umanità. Lo deve a un titolo che funziona, Italiani cìncali!, a un’abilità travolgente ma controllata con simpatia, a un tema politicamente micidiale. Italiani cìncali! non è un’inchiesta, non è teatro-narrazione, né un documento di vita, né una comica, né un one man show, magari neanche uno spettacolo, ma qualcosa di più e  di diverso, uno stare insieme con una gran voglia di rimanerci, e questo non si deve solo alla bravura e all’intelligenza di Mario Perrotta, ma anche alla cura di Nicola Bonazzi, il misuratissimo coautore, già al lavoro per la seconda parte dedicata alla Svizzera.
 
LA REPUBBLICA
Rodolfo Di Giammarco
Il leccese Mario Perrotta entra di diritto nel novero dei solisti raccontatori sociali…È un colloquiale e irto poema, il suo Italiani cìncali! Un testo che lo vede oratore-testimone, memoria vernacolare, attore affabulante e anche spirito offeso (fatalisticamente) per l'odissea dei minatori italiani, qui pugliesi, arruolati in Belgio, in Svizzera e in Germania nel dopoguerra.
 
IL SOLE 24 ORE
Antonio Audino
Più che un "narrautore" Mario Perrotta è un "narrattore", occupa quindi un posto particolare nel vivace quadro della nuova scrittura scenica composto da giovani e già mature figure del teatro dei nostri tempi. Allora, pur partendo dal desiderio di ricostruire le vicende degli emigrati italiani nel dopoguerra, Perrotta vuole entrare direttamente in quelle personalità, dargli voce e corpo, trascrivere su se stesso i loro sguardi e i loro gesti. È una storia terribile quella dei minatori italiani all’estero e nei giorni scorsi Perrotta è andato a raccontarla, con grande successo, proprio a Bruxelles, a Liegi e ieri a Genk, non lontani da quella Marcinelle dove in un tragico incidente nel ’56 più di duecento uomini rimasero intrappolati sottoterra e lì persero la vita. Il giovane, energico interprete fa emergere così la dolorosa realtà degli emigrati, ma da' spazio anche alle voci delle donne di quei paesi dove sono rimaste soltanto loro, i vecchi e i bambini, dipingendo così il cupo affresco di un vero e proprio dramma collettivo. Arrivando anche a trasmetterci fisicamente l'orrore di quelle condizioni di lavoro quando ci descrive il più forte di tutti quegli uomini mentre scava forsennatamente un cunicolo di carbone nel quale a stento riesce a passare senza neppur poter tornare indietro.
 
IL CORRIERE DELLA SERA
Magda Poli
Minatori in Belgio ha l’epica di un aspro poema popolare che il bravo Mario Perrotta con accenti del suo leccese, racconta con intensità dando vita ad un teatro civile che accende la commozione e lo sdegno, e impone la riflessione.
 
LA STAMPA
Silvia Francia
Ben riuscito esempio di quel teatro di parola e narrazione, il cui fascino, qui, sembra affidato a un particolare taglio, la trasfigurazione letteraria di un’epopea sociale piccola e grande.
 
DELTEATRO.IT
Maria Grazia Gregori
Alla loro vita, ai loro sogni dà voce in modo esemplare il bravo Mario Perrotta, seguendo le vie di un teatro del racconto del quale sa essere interprete con una finezza e una sensibilità rare.
 
DIARIO
Attilio Scarpellini
Dopo un’ora e quarto in crescendo, i muri della sala trasudano la paura infera della miniera.
 
IL MATTINO
Enrico Fiore
Italiani cìncali! sfugge a qualsiasi pietismo o polemica risentita, poiché Perrotta si veste di un personaggio che assicura un più che adeguato filtro straniante.
 
L'UNITÀ
Vincenzo Morvillo
Insomma, il postino magnificamente interpretato da Perrotta diviene, per una sorta di scivolamento metonimico, il segno scenico della memoria e, quindi, allegoria di un teatro di impegno civile. Una drammaturgia vibrante di poesia realistica, cruda e tenera ad un tempo, una regia attenta nell’adattare la scrittura drammaturgica alle esigenze sceniche e un’interpretazione intensa, a tratti commovente, fanno di Italiani cìncali uno spettacolo da non perdere.
 
TUTTOTEATRO.COM
Massimo Marino
Un monologo teso, intelligente, commovente, capace di trascinare fino all’entusiasmo il pubblico.
 
IL MESSAGGERO VENETO
Mario Brandolin
Una notevole sapienza drammaturgica che calibra il racconto in un delicato equilibrio tra pubblico e privato. [...] Il risultato è di grande coinvolgimento.
 
HYSTRIO
Giuseppe Liotta
Mario Perrotta crea teatralmente la figura di un postino, personaggio a cui dà voce insieme a tanti altri di cui ci parla sia attraverso le parole scritte che quelle trasmesse oralmente. Un intelligente e sensibile miscuglio di dati certi e fatti plausibili dà al denso monologo uno spessore ed un'incisività scenica semplice e coinvolgente.
 
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Osvaldo Scorrano
La realtà allora diventa teatro e poi ancora emozione, che Perrotta fa arrivare dritta al cuore con la sua interpretazione attenta, scrupolosa, intensa.
 
Per la rassegna stampa completa clicca qui.

La scheda tecnica

Illuminotecnica

  • 12/14 proiettori PC QPS 1000 watt, completi di porta gelatine e bandiere
  • 2 sagomatori Juliat 1200 watt
  • 2 domino 1 kilowatt
  • 12 canali dimmer da 2,5 kilowatt
  • 1 mixer luci 12 canali con doppio banco, memorie e temporizzatore. (N.B. Doppio banco, memorie e temporizzatore sono caratteristiche irrinunciabili per l’andata in scena dello spettacolo, mixer con caratteristiche differenti da concordare per iscritto con la Compagnia)
  • Gelatine 201 per 2 proiettori PC e 2 sagomatori. Gelatina 165 o 132 per 1 pc
  • Se lo spazio non è adibito usualmente a rappresentazioni dovranno essere fornite anche 4 piantane Wind-up da 3,80 mt
  • Se il teatro non è fornito di americana esterna al palcoscenico e non è fornito di staffe in sala, ma è fornito di americane sul palcoscenico, saranno sufficienti 2 piantane Wind-up da 3,80 mt

Audio

  • Fornitura elettrica minima: 20 kw
  • 1 mixer audio 6 canali
  • 1 lettore Compact Disc
  • Impianto di amplificazione adeguato allo spazio.
  • In caso di cattiva acustica o in spazio aperto, 1 radio microfono ad archetto

Oggetti

  • 1 sedia in legno da osteria
  • 1 bicchiere semplice di vetro

Note

  • La durata dello spettacolo è di 80 minuti
  • Regia in posizione centrale di fondo sala
  • Il committente provvederà alla fornitura del personale per il montaggio
  • Il materiale dovrà essere montato entro le 17.30 del giorno di spettacolo
  • Un tecnico elettricista dovrà essere presente per effettuare i puntamenti, le prove luci e audio su indicazione della Compagnia e l'assistenzxa al mixer durante lo spettacolo

Variazioni alla presente scheda tecnica dovranno essere preventivamente concordate con la Compagnia.

Referente Tecnico
Carlo Corticelli
348 9304560
carlo.corticelli@teatrodellargine.org

Le date

domenica 7 luglio 2019 ore 19.00

Monte Sant'Angelo (FG)
Trattoria Foresta Umbra

loc. Baracconi

telefono 0884 565520  

venerdì 3 maggio ore 20.30

Monteroni (LE)
Live Area Eventi

Piazza Falconieri, 21

telefono 329 4172751 / 320 0213938  

sabato 9 marzo 2019 ore 21.00

San Lazzaro di Savena (BO)
ITC Teatro

Via Rimembranze, 26

telefono 051 6270150  

giovedì 7 marzo e venerdì 8 marzo 2019 giovedì ore 21.00 - venerdì ore 17.30

L’Aquila
Teatro Stabile d’Abruzzo

P.zza del Teatro

telefono 0862 410956  

sabato 9 febbraio 2019 ore 21.00

Castelnuovo del Garda (VR)
Dim Teatro Comunale

Via San Martino, 4

telefono 045 7599049  

venerdì 25 gennaio 2019 ore 21.00

Casalgrande (RE)
Teatro De Andrè

Piazza Ruffilli, 1

telefono 0522 1880040  

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202