Odissea Teatro  -  2006

Locandina

Uno spettacolo del Teatro dell'Argine
 
di e con Mario Perrotta
musiche originali eseguite dal vivo da Mario Arcari e Maurizio Pellizzari
aiuto regia Paola Roscioli
regia Mario Perrotta
 
Premio Hystrio alla drammaturgia 2009
 
Debutto venerdì 16 novembre 2007 ore 21.00
presso ITC Teatro, San Lazzaro di Savena (BO)

Lo spettacolo

C’è un personaggio nell’Odissea che mi rappresenta. Un personaggio che vive una condizione a me familiare. Un personaggio che molti non ricordano neanche: Telemaco. Ho provato a chiedere in giro e, difatti, molti ricordano un cane - Argo, mi pare... - ma non un figlio. Io, invece, ne ho sempre subito il fascino, perché la sua attesa è carica di suggestioni. Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per Telemaco, Ulisse è solo un racconto della gente.
 
Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri di Telemaco. Lui è l’unico personaggio dell’Odissea che può costruire una figura di Ulisse calibrata a suo piacimento. I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe. Tutti gli eroi, infatti, mancano di quotidiano. Così, del resto, accadeva a me bambino, con un padre lontano che, nella mia testa, assumeva tratti epici. Ma Telemaco non è solo. E’ circondato dalla quotidianità di una madre reclusa in casa; dalla gente che non sapendo che fare tutto il giorno al bar del paese, mormora su sua madre e sul mancato ritorno di questo padre; dal mare del Salento che, ammaliato dagli incontri terrificanti e straordinari di Ulisse, lo trascina senza sosta nei luoghi remoti della terra per poter ascoltare nuove storie.
 
Così si mescolano nello spettacolo il mito e il quotidiano, Itaca e il Salento, i versi di Omero e il dialetto leccese, legati da una partitura musicale rigorosa, eseguita da musicisti che diventano anch’essi voci del racconto con i loro molteplici strumenti. Ma tutto questo produce chiasso nella testa di Telemaco che, esposto nella pubblica piazza del teatro, sfoga senza pudori le lacerazioni che da sempre lo accompagnano, trascinandolo da momenti di profonda intimità con la madre all’avanspettacolo più truce, in cui rigurgitano sentimenti di odio per un padre che forse è un eroe, ma è sicuramente un genitore mancato.
Unico personaggio in grado di placare questo travaglio adolescenziale è Antonio ‘delle cozze’, un uomo che da sempre vive sul mare e pulisce cozze. Con lui Telemaco ha un rapporto esclusivo, perché Antonio è uomo di silenzio (dicono che nessuno l’ha mai sentito parlare), silenzio che rompe solo per lui. E’ in questi momenti che Telemaco, sin da bambino, viene a conoscere i luoghi e i fatti che riguardano il padre, perché Antonio sa ascoltare il mare e interpretarne la voce. E’ da lui che si rifugia Telemaco quando sente il bisogno di guardare il mare e aspettare, soffrendo la terraferma che non lo fa andare, perché nel Salento tutti vorremmo essere Ulisse per non dover mai stare, per non stare a guardare il mare e pensare: a chi sono figlio?

Parla cu’ mmie, Mùseca, cunta!
de lu cristianu chinu de mmalizie,
ca anni e anni prattecàu lu mare,
dopu ca tutta Troia ibbe squartata...

Mario Perrotta

I musicisti

Mario Arcari
Musicista di formazione classica (si diploma in oboe nel ‘76 al Conservatorio di Milano) comincia da subito ad esplorare ambiti musicali diversi : in orchestre sinfoniche e liriche, in complessi da camera, dall’avanguardia colta al Free Jazz , dalla musica popolare alla canzone d’autore.
Come polistrumentista inizia a collaborare con Moni Ovadia nel Gruppo Folk Internazionale-Ensemble Havadià, con Mauro Pagani nel ‘78 in un disco “storico” cui partecipano Demetrio Stratos, Teresa de Sio, gli AREA , Canzoniere del Lazio e PFM. Dagli anni ‘80 suona in una delle prime orchestre “eterodosse” del jazz italiano: la DOM di Dino Mariani, nei Six Mobiles di Roberto Ottaviano, nel Gruppo Contemporaneo di Guido Mazzon.
A Vienna dal ‘86 in tutte le produzioni del Pipetett di Franz Koglmann al fianco di musicisti come Paul Bley, Steve Lacy, Ran Blake, Barre Phillips, Radu Malfatti, Phil Minton.
Nel progetto dell’ Holland Festival con Guus Janssen, Ernst Reijseger e Gerry Hemingway, nelle “conduction” di Butch Morris a Verona Jazz ma anche (a conferma della sua capacità di passare con sapiente ingenuità da un genere all’altro) in molti dischi e tourneè di Ivano Fossati e Fabrizio de Andrè, così come in produzioni di compositori contemporanei : Louis Andrissen, Piero MIlesi, Ludovico Einaudi, Pietro Pirelli, per “Nuova Consonanza” e “Sentieri Selvaggi”, nell’orchestra di Parma Jazz Frontiere diretta da Roberto Bonati, in alcune produzioni di Luigi Cinque e numerosi concerti e dischi con i migliori jazzisti italiani fino al recente trio con Antonello Salis e Armando Corsi; nella formazione diretta da Paolo Silvestri per Javier Girotto e nella “Band” di Katia Labeque (con Viktoria Mullova e Giovanni Sollima)
Dal ‘87 al ‘94 insegna musica e canto alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “P. Grassi” di Milano e frequenta così l’ambito teatrale come compositore di musiche di scena per numerosi spettacoli prodotti da Teatridithalia, Piccolo Teatro di Milano, Stabile di Genova, di Parma, Di Palermo, CTB di Brescia, Teatro dell’Archivolto:
“Le Mille e una notte” regia di G.Salvatores, “Alla greca” “Sogno di una notte di mezza estate” “Il mercante di Venezia” regia di E. de Capitani, “Siddharta” regia di L. Pugelli, “Alice oltre lo specchio” “Riflusso” “Jekyll - Hide” regia di G. Gallione, “Il principe costante” regia di C. Lievi, “Tango barbaro” regia di F. Bruni - E. de Capitani, “Judith” regia di G. Marini, “Le donne di Trachis” regia di R. Valerio, “Dalla sabbia, dal tempo” di Moni Ovadia, “Studi sull’arte della guerra” coreografia di A. Borriello, “Antonio Ligabue”, “Invito a cena con Eros” coreografie di M. Casadei.

Maurizio Pellizzari
Musicista, leccese, autodidatta. Studia chitarra prediligendo le tecniche blues e swing. Approfondisce itinerari rock e fonda nel 1999 il “Red house clan”, organico aperto di improvvisazione e sperimentazione nel rock d'insieme, tutt'ora attivo. Collabora con figure del panorama blues nazionale ed internazionale (Treves, Bluestaff) e a Bologna da vita ad un “Hard blues quartet” (Morad) che lo proietta in tour di date italiane tra il 2004 e il 2005. Opera nel campo musicale del cinema indipendente componendo con il maestro Luca Nutricati (Strumenti Diversi) sotto il nome di “Tegami Aderenti”. Si avvincina al Teatro con “Svastika” (C. Bukowsky), regia di Remo Di Filippo, dove cura la sezione musicale. Odissea è la sua prima esperienza stagionale nel mondo del Teatro.

Il video

Le foto

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Le recensioni

IL SOLE 24 ORE
Narratore di spicco, già protagonista di due fortunati spettacoli – Italiani Cìncali! e La turnàta – sull’emigrazione in Belgio e in Svizzera dei nostri lavoratori negli anni Cinquanta, Mario Perrotta coraggiosamente prova a cambiare strada: nell’Odissea è ancora solo alla ribalta, ma la sua scelta espressiva sembra trascendere la narrazione vera e propria per orientarsi a una più ampia forma di monologo, mentre il taglio “civile” lascia il posto a un’inquieta vena introspettiva. Il testo [...] svela guizzi di forte tensione poetica: il racconto – bellissimo – dell’incontro col Ciclope, che è il momento più vicino al poema omerico, e poi la figura di Antonio, il pescatore ritenuto dalla gente un po’ demente, che offre al ragazzo la risorsa delle sue infinite storie: il gesto con cui egli sguscia le cozze e le restituisce al mare per nutrirlo ha un che di solenne e ancestrale. Più in generale, prende qui risalto tutto ciò che riguarda proprio il mare, entità oscura e imprevedibile, forse la vera presenza centrale dello spettacolo. Ma il nucleo vivo della vicenda resta comunque il nodo di insanabile dolore che caratterizza l’identità di quel figlio cresciuto senza padre: un viluppo di sentimenti complessi, che gli impone di sostenere in pubblico le mirabolanti prodezze dell’uomo, e di esprimere dentro di sé un rancore sordo nei suoi confronti. Perrotta mette in questi umori l’eco di uno strazio profondo, forse non privo di richiami a un vissuto personale: torna anche qui, in ogni caso, quel tema della lontananza – da casa, dagli affetti – che era anche la nota dominante dei due lavori sull’emigrazione. E proprio in questo senso l’attore pugliese è bravo a cogliere l’occasione per un’evidente crescita interpretativa, più ancora che drammaturgica: la parlata della sua terra, a contatto con l’antica materia mitica, si arricchisce di inedite sfumature, e la recitazione trae vigore dal confronto con le musiche originali – di sapore vagamente etnico – eseguite in scena da Mario Arcari e Maurizio Pellizzari.
 
LA REPUBBLICA
Allora non era un cantastorie che rivanga cronache del passato ma, com’era facile intuire, un vero creatore o reinventore di testi, il geniale Mario Perrotta di Italiani CìncaliRieccolo infatti in scena tutto solo, con una giacca colorata da bullo di varietà, misurarsi addirittura con l’Odissea, dandoci la propria versione di quella omerica, trasferito su un’immaginaria spiaggia delle natìe Puglie, nella parte di Telemaco, col quale condivide l’assenza e la nostalgia per il padre perso nei mari, snocciolando i suggerimenti di un amico pescatore un po’ fuori di testa, a sua volta di fantasia. E sull’ala delle belle musiche di Mario Arcari risuscita e rivive le avventure del vagabondo eroe, partendo dal gustosissimo incontro col Ciclope, vissuto come un nostro contemporaneo nel suo bizzarro inseguire avventure per terre e mari, in preda a un’angoscia che non smette di divertire.
 
IL CORRIERE DELLA SERA
Con bravura, recitando, cantando Perrotta intreccia alla vita di paese il bisogno di padre e di riscatto di questo Telemaco del Salento che non cessa di scrutare l'orizzonte del mare “che è così enorme perchè contiene tutte le storie di chi lo ha atraversato”. Un affabulare che è scavo nei sentimenti contraddittori di un ragazzo cresciuto senza padre che intrappola nell'immaginario la rabbia di una privazione che lo porta a sognare di un padre eroe impedito dal fato, piuttosto che di un uomo che ha rinunciato. Da vedere.
 
IL CORRIERE DELLA SERA
[...] il bravissimo Mario Perrotta imbocca la strada di un inedita forma di teatro-canzone, [...] truccato come un attore di varietà di second’ordine, s’inerpica in vertiginosi non-sense alla Petrolini, ammicca al pubblico, racconta e canta diviso tra la rabbia e lo struggimento per questo padre tanto amato quanto sconosciuto.
 
LA REPUBBLICA
Accompagnato dall'ottima musica dal vivo di Mario Arcari e Maurizio Pellizzari, truccato e vestito come per un avaspettacolo di provincia, Perrotta dà vita ad uno spettacolo rigoglioso e multiforme: racconta, balla, canta, inveisce, costruisce visioni, gioca con le parole e i loro anagrammi, inventa rime baciate, cita con garbo Petrolini e Nino Taranto per una compattissima ora di teatro puro.
 
L'UNITÀ
È un affresco bizzarro dove Perrotta si smarca abilmente da un passato recente di narratore sulla seggiola, per riconquistare lo spazio e il senso del corpo. Ma anche una dimensione diversamente teatrale, surreale persino, piena di echi [...] È un'Odissea dove resta forte l'ancora della nostalgia per le radici familiari [...] però già si riconosce il tratto che lo riscatta da spettacolo di transizione e ne fa segnale premonitore di altre vie, altri romanzi di vita.
 
HYSTRIO
I piani del racconto si moltiplicano, in un’opera che immerge il mito nelle mitologie dei nostri giorni e prova a penetrare sentimenti e rabbie odierne attraverso il respiro dell’epopea omerica, intrecciandosi con atmosfere musicali che ora incalzano gli eventi, ora li distanziano, ora creano ulteriori piani di fuga e di struggimento [...] uno spettacolo dove la narrazione diventa qualcosa di più intimo.
 
IL CORRIERE DELLA SERA ED. BOLOGNA
Perrotta conferma il suo virtuosismo di solista polifonico, capace di sedurre lo spettatore e di divertirlo.
 
IL GIORNALE
Il suo lavoro è di notevole interesse, oltreché per la riscrittura e l'uso della musica, per il senso che conferisce alle avventure dell'eroe Ulisse: l'uomo più astuto, curioso e intelligente dell'epica, secondo Perrotta è, invece, colui che fugge dal ruolo di padre e marito. Un'Odissea che tocca temi contemporanei.
 
MAIA, RIVISTA DI LETTERATURE CLASSICHE
L’Odissea torna a essere rapsodia di racconti (i “cunti” della tradizione), intrisi di mare e di male di vivere. Mentre le note originali, eseguite dal vivo, di Mario Arcari (clarinetto, oboe e percussioni) e Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba), creano subito un’atmosfera lontana, Perrotta ci introduce alla figura enigmatica dal nome significativo di Antonio delle cozze, una sorta di aedo popolare che ricorda il verghiano Padron ‘Ntoni.
 
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La scheda tecnica

Formazione
  • 1 attore
  • 2 musicisti
  • 1 datore luci
Illuminotecnica
  • 1 foglio gelatina ghiaccio
  • 1 foglio gelatina rosso
  • 1 foglio gelatina blu
  • 1 foglio gelatina lilla
  • 11 proiettori PC 1000 watt, completi di porta gelatine e bandiere
  • 9 proiettori PC 500 watt, completi di porta gelatine e bandiere
  • 3 sagomatori 1200 watt, completi di porta gelatine
  • 2 domino 1000 watt
  • 23 ganci cantinelle
  • 12 canali dimmer da 2,5 kilowatt
  • 1 mixer luci 12 canali con doppio banco, memorie e temporizzatore
  • 14 sdoppi
  • Caveria adeguata al cablaggio su americane o staffe
  • Cavo DMX, e uscite audio, sufficientemente lunghi da portare la regia a fondo sala (40mt)
Audio
  • 2 casse amplificate (min 500 WATT) D&B o JBL o equivalenti + stativi
  • 1 mixer soundcraft E8 (o equivalente)
  • 1 stage box link 8+4 50mt
  • 2 monitor spia da palco
  • Cablaggi e accessori (tra i quali 1 cavo CANNON per cassa centrale in americana
Personale
  • 1 tecnico luci per montaggio e assistenza in regia
Varie
  • 2 sedie di legno
  • 1 scaletta centrale per accedere al palcoscenico dalla sala
Note
  • Il committente provvederà alla fornitura del personale per il montaggio
  • Il materiale dovrà essere montato entro le 17.30 del giorno di spettacolo
  • Un tecnico elettricista dovrà essere presente per effettuare i puntamenti, le prove luci e audio su indicazione della Compagnia e l'assistenzxa al mixer durante lo spettacolo
Variazioni alla presente scheda tecnica dovranno essere preventivamente concordate con la Compagnia.
 
Referente Tecnico
Carlo Corticelli
348 9304560
carlo.corticelli@teatrodellargine.org

Le date

Lunedì 29 aprile 2019 ore 20.30

Lugano (CH)
Teatro Foce

Piazza Bernardino Luini, 6

telefono +41 (0)58 866 42 22  

domenica 3 febbraio 2019 ore 21.15

Spello (PG)
Teatro Subasio

Via Giulia, 12

telefono 0742 301689  

giovedì 24 gennaio 2019 ore 21.00

Mirandola (MO)
Aula Magna Montalcini

Via 29 Maggio, 4

telefono 0535 22455  

mercoledì 23 gennaio 2019 ore 21.00

Minerbio (BO)
Palazzo Minerva

Via Roma, 2

telefono 348 4777809  

martedì 22 gennaio 2019 ore 21.00

Guastalla (RE)
Teatro Comunale Ruggero Ruggeri

Via G. Verdi, 7

telefono 0522 839761  

da giovedì 10 a domenica 13 gennaio 2019 ore 21.00

Palermo
Teatro Biondo

Via Roma, 258

telefono 091 7434341  

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202