Io, trafficante di uomini Teatro  -  2019

Locandina

uno spettacolo del Teatro dell'Argine
in collaborazione con Teatro Sociale Bellinzona
 
di Giampaolo Musumeci e Margherita Saltamacchia
tratto da Confessioni di un trafficante di uomini, di Giampaolo Musumeci e Andrea Di Nicola, Chiarelettere, 2014
con Giampaolo Musumeci e Margherita Saltamacchia
scenografie Carmela Delle Curti
regia Andrea Paolucci

Lo spettacolo

Il lavoro nato nell’estate del 2018 prende le mosse da testimonianze vere. Da un lato una giovane profuga siriana incontrata dai due autori a Lugano, dall’altro un reportage inchiesta durato due anni e mezzo tra Europa Medio Oriente e Africa “a caccia di trafficanti”. Un lavoro che mette in scena il più grande fenomeno dei nostri tempi.
 
«Ho incontrato Lucia la prima volta due anni fa. Storie come quelle di Lucia all’epoca ne avevo incontrate e raccontate a decine. Faccio questo. Racconto storie. Solo che poi mi sono reso conto che mancava un pezzo al puzzle. Mancava un pezzo al racconto del grande fenomeno dell’immigrazione: la persona che fa i soldi sulla pelle dei migranti, sulla pelle di Lucia. Quel tassello che Lucia chiama “agente”, quel tassello che molti migranti chiamano “benefattore”,  io lo chiamo “trafficante di uomini”.»
 
In scena un giornalista e un’attrice fanno rivivere quel giorno in cui hanno incontrato Lucia, giovane siriana che vive a Lugano da un paio da anni. Bevendo il tè racconta la sua vita e il giornalista scopre le analogie tra i trafficanti che ha incontrato lui e la storia di Lucia. Non è un giorno qualsiasi. Quello è il giorno in cui suo fratello Gabi si è affidato a un trafficante per raggiungere la Grecia.
 
 
 
“Da una parte l’inchiesta giornalistica, con il lavoro scrupoloso e scientifico di Giampaolo Musumeci e Andrea Di Nicola, che svela legami e intrecci usando numeri, percentuali, statistiche. 
Dall’altra l’approccio emozionale e poetico che la sensibilità e la bravura di un’attrice come Margherita Saltamacchia portano al progetto.
In mezzo Lucia, con la sua storia personale e unica ma in qualche modo anche iconica e universale.
Storia di opposti dunque, di sguardi differenti ma complementari.
E la regia si mette a disposizione di questi elementi, cercando di trovare un equilibrio tra quello che oggi è la necessità di raccontare i fatti per come accadono, restando lontani da fake news e strumentalizzazioni, e la necessità di connettersi empaticamente con quello che sta accadendo a centinaia di migliaia di persone ogni giorno. 
Per capire, per scoprire, per non restare indifferenti.”
Andrea Paolucci
 

Dal libro alla scena

Dietro alle quinte di migliaia di migranti che ogni anno arrivano in Europa c’è un’industria fatta di grandi professionisti del crimine, gente in doppiopetto, uomini d’affari il cui fatturato è secondo solamente a quello della droga. Tratto liberamente dal libro Confessioni di un trafficante di uomini (Ed. Chiarelettere di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci), già tradotto e pubblicato con successo in sei paesi nel mondo, che ha fatto discutere tutte le principali testate giornalistiche del mondo, nasce uno spettacolo che vede protagonisti uno dei due autori del libro, Giampaolo Musumeci e l’attrice Margherita Saltamacchia. Un lungo e coraggioso viaggio durato più di tre anni, che svela per la prima volta ciò che rimane nascosto nei pensieri dei diabolici attori di questo grande teatro mondiale. E rivela che cosa davvero si muove dietro la massa di disperati che riempiono le pagine dei giornali. Donne e uomini spietati, bugie, speranze, miracoli, vittime e carnefici della più crudele agenzia di viaggi del mondo. La celebre anchorwoman di CNN Christiane Amanpour ha definito il libro di Musumeci «Una storia incredibile. Nella mente di un trafficante…».

le foto

Seleziona una miniatura per scorrere l'intera galleria e scaricare quella che più ti piace.

Le recensioni

LA REGIONE
Ivo Silvestro
Una scena essenziale: tre teli bianchi, quasi delle pareti che poi diventano schermi di proiezione, aprendosi come finestre a mondi a realtà apparentemente distanti; un tavolino con due sgabelli; una teiera e un telefono. Teiera che rimanda all’ospitalità: della padrona di casa verso il giornalista venuto a trovarla; forse anche l’ospitalità di chi, alla fine, ha accolto una persona in pericolo; telefono che ci riporta in Siria, Paese dal quale, proprio durante l’intervista, una persona cara sta iniziando il suo viaggio di salvezza verso l’Europa. Una messa in scena ben curata, quella di Io, trafficante di uomini, andato in scena giovedì in prima assoluta al Teatro Sociale di Bellinzona – e speriamo di rivedere lo spettacolo in scena, qui o altrove –; soprattutto, una messa in scena al servizio della verità, come aveva spiegato il regista Andrea Paolucci del Teatro dell’Argine di Bologna. Tutto lo spettacolo è un continuo rimando alla realtà: una scelta forse obbligata – il materiale di partenza dello spettacolo è un libro-inchiesta e insieme a una brava attrice come Margherita Saltamacchia troviamo un giornalista, Giampaolo Musumeci, per quanto a suo agio sul palco – comunque ben sviluppata, e questo fin dal’’inizio, quando, proiettata su uno dei teli, vediamo la vera Lucia iniziare a raccontare la sua storia di fuga, cedendo poi il testimone all’attrice che, con leggerezza, ci parla degli “agenti” o, come li chiamano altri, i “benefattori”. Perché al centro del racconto non c’è Lucia, la cui storia è alla fine una delle tante – finita per fortuna bene, con lei in Svizzera dove la sua anemia può essere curata –, ma i trafficanti: persone senza scrupoli, attenti osservatori della realtà europea in cerca di nuove rotte sulle quali guadagnare il più possibile; ma anche l’unica maniera per arrivare in Europa e ricevere l’aiuto cui persone come Lucia hanno diritto. Rifugiati che sono vivi grazie ai trafficanti, non grazie all’Europa, si dirà a un certo punto. Una realtà complessa che Io, trafficante di uomini racconta senza indugiare in semplificazioni e neppure in facili sentimentalismi: una finestra sul mondo che, quando alla fine dello spettacolo la vera Lucia raggiunge interpreti e regista sul palco, si spalanca ancora di più.

 

Scheda tecnica

Scheda tecnica
 
Durata 55 minuti circa senza intervallo
 
Illuminotecnica
  • 16 PC 1kw provvisti di ganci, bandiere e porta gel
  • 6 sagomatori 750W 25°/50°provvisti di  ganci e porta gel
  • 24 canali dimmer 2kW
  • 3 sdoppi
  • Ritorno DMX 5 poli in regia
  • Luci di sala dimmerabili
  • 15kW di carico minimo necessario
  • Tutti i cavi necessari ai collegamenti
Audio
  • 1 mixer audio
  • P.A. adeguato allo spazio
  • 1 connesione PC mini-jack
  • Tutti i cavi necessari ai collegamenti
Video
  • 1 videoproiettore FullHD, minimo 7000 ANSI lumen, provvisto di shutter da montarsi centrale a fondo sala
  • Focale che permetta di coprire l’intera larghezza del palco al proscenio
  • Ritorno VGA o HDMI in regia
  • Allestimento palcoscenico
  • Dimensioni ottimali del palco (LxP): 6 x 8m
  • Altezza ottimale al graticcio: 5m
  • Quintatura all’italiana nera
  • Fondale nero
  • 1 scala per i puntamenti
Materiale in carico alla Compagnia
  • 1 laptop MAC
  • 1 consolle ADB Tango 48
  • 3 parallelepipedi 80 x 40 x40 cm
  • 1 cubo 50 x 50 x 50 cm
  • 3 schermi cinema con cornice 2,20 x 2,20 da appendere al graticcio tramite filo nylon 
  • Filtri necessari
Personale tecnico richiesto su piazza
  • 1 responsabile tecnico dello spazio
Note
  • Tempo di montaggio: 6 ore
  • Tempo di smontaggio: 2 ore
  • Lo spazio dovrà essere preventivamente riscaldato per le prove della Compagnia
  • Sono inoltre richiesti 2 camerini per 2 attori, riscaldati e dotati di toilette
 
Variazioni alla presente scheda tecnica, pensata per spazi teatrali, dovranno essere preventivamente concordate con la Compagnia.
In caso di programmazione in luoghi non teatrali, come aule o sale non attrezzate, lo spettacolo è comunque rappresentabile previo accordo con la compagnia 

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202